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Nacque a Rapallo, presso Genova, il 3 ottobre 1577. Dopo la prima educazione letteraria, venne inviato a Bologna per compiere gli studi filosofici e medici nell'antico Studio felsineo. Concluso il corso dottorale, passò a Pisa, presso la cui università lesse logica dal 1600 al 1605 e filosofia dal 1605 al 1609. In quest'ultimo anno si trasferì a Padova per insediarsi sulla prima cattedra straordinaria di filosofia e nel 1622 venne promosso alla seconda ordinaria, dove lesse fino al 1631. Dal 1636 tornò a Bologna su una cattedra medica e vi restò fino al 1645, allorquando fece ritorno a Padova per ricoprire la prima cattedra di medicina teorica dello Studio, che tenne fino alla morte, avvenuta il 16 giugno 1657.
Filosofo di impostazione aristotelica, Liceti entrò in polemica anche con Galileo. Scrisse numerose opere di filosofia naturale e di medicina, tra le quali una speciale menzione meritano i due libri intitolati De monstruorum causis, natura et differentis, stampati nel 1616 e i quattro volumi De spontaneo viventium ortu, dati alla luce nel 1618. Coltivò anche interessi eruditi di cui sono testimonianze i quattro libri De lucernis antiquorum reconditis (1621) e la silloge Hieroglyphica, sive antiqua schemata gemmarum anularium (1653). Restano ancor oggi inediti alcuni suoi commentari alle opere cosmologiche di Aristotele, particolarmente significativi perché contengono ampie discussioni in merito alle più importanti novità astronomiche del primo Seicento.
Nel De spontaneo viventium ortu Liceti aveva difeso la teoria aristotelica della generazione spontanea. Redi ricorse ad Antonio Magliabechi per procurarsi una copia del libro. Ne aveva davvero bisogno, perché lo voleva "costi quel che vuole". Nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti lo scienziato aretino criticò a fondo le idee spontaneiste di Liceti. Nelle Osservazioni intorno agli animali viventi che vivono negli animali viventi , a proposito del serpente a due teste che aveva costituito l'occasione del trattato, Redi ricordava anche l'altro libro di Liceti, quello sui mostri.
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