Giuseppe Valletta indietro stampa ricerca

Erudito e filosofo napoletano, nato nel 1636 e morto nel 1714, fu uno dei fondatori dell'Accademia degli Investiganti. Partecipò attivamente, insieme a Tommaso Cornelio, Francesco D'Andrea e Leonardo Di Capua, alle violente polemiche filosofiche e scientifiche tra progressisti e conservatori che caratterizzarono la cultura meridionale negli ultimi decenni del Seicento. Tra le sue opere si segnalano in particolare la Lettera in difesa della moderna filosofia e de' coltivatori di essa (1691), e la Historia filosofica (1697-1704).
Valletta fece parte del nutrito gruppo degli "amici e padroni napoletani" di Redi. In particolare fu lui a curare l'edizione napoletana delle Opere dello scienziato aretino, che uscì nel 1687 presso lo stampatore Raillard. Redi ricevette una copia dell'edizione a Livorno, nel febbraio 1688, e giudicò i libri "di ottimo carattere e molti corretti". Per questo gesto di amicizia rimase sempre in debito con Valletta, come documenta ampiamente la loro corrispondenza. In una lettera del 16 settembre 1687, ad esempio, egli sosteneva che le proprie obbligazioni erano "infinite infinitissime", se non addirittura "impossibili a pagarsi". E il 1° marzo 1688 aggiungeva che il debito che aveva contratto era "immenso", al punto che non sarebbe sicuramente mai arrivato a ripagarne "né meno una minima particella".