Remigio Cantagallina indietro stampa ricerca

Nato a Sansepolcro (Arezzo) nel 1582 o 1583, morì a Firenze nel 1656. Fu celebre al suo tempo come disegnatore di paesaggi, di cui ha lasciato una ricchissima produzione. Tra il 1612 e il 1613 fece un viaggio nei Paesi Bassi, raccogliendo un taccuino di disegni che testimonia un'influenza dei pittori fiamminghi contemporanei. Rientrato alla Corte medicea si dedicò, oltre che all'insegnamento, alla realizzazione di una serie di vedute delle città di Firenze e di Siena, che segnano il punto di arrivo di uno stile preciso e di grande freschezza narrativa.
Medico e scienziato, Redi non aveva trascurato, durante gli anni della propria formazione culturale, di cimentarsi con lo studio delle lingue antiche e moderne, la letteratura e le arti figurative. Di qui il suo incontro, nel 1648, con Cantagallina, che risulta citato quattro volte nelle annotazioni del Libro di Ricordi del naturalista aretino . La prima alla data del 20 maggio 1648, quando Redi ricordava di aver ripreso "di nuovo ad andare alla scuola del disegno di penna dal Sig. Remigio Cantagallina, maestro de' Paggi del Gran Duca", in compagnia dei "fratelli" Antonio e Giambattista. Non venne fissato "salario alcuno" perché il pittore aretino intendeva fare "questo onore in particolare" all'influente cortigiano di casa Medici. Per questo lo scienziato si sentì obbligato, nei mesi seguenti, a fare una serie di regali a Cantagallina: subito "dodici fazzoletti di rensa, dodici fiaschi di vino e due paia di capponi"; ad agosto "due prosciutti, e dodici fiaschi di vin bianco e sei forme di marzolini";
a novembre "due para di capponi e due fiaschi di malvagia"; a dicembre "quattro fiaschi di greco e cinquanta cantucci et un par di capponi".