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Pietro Berrettini, detto "da Cortona", era nato a Cortona, in provincia di Arezzo, nel 1596. In giovinezza lavorò a Firenze, dipingendo in particolare la Stanza della Stufa di Palazzo Pitti con due affreschi allegorici intitolati L'età dell'oro e L'età dell'argento. La sua opera influenzò in modo determinante lo sviluppo artistico di Baldassarre Franceschini, detto il Volterrano.
Berrettini riscosse grande successo dopo il suo trasferimento a Roma, dove morì nel 1669. Qui instaurò un importante dialogo artistico con Gianlorenzo Bernini, col quale lavorò fianco a fianco nel Palazzo Barberini, su commissione del Papa Urbano VIII.
Oltre che nel campo dell'architettura, lo stile barocco di Pietro da Cortona, noto anche come "cortonismo", si manifestò nella pittura, in cui si fece interprete del gusto della spettacolarità tipica dell'epoca. Nella volta del Salone di Palazzo Barberini a Roma, Berrettini celebrò nel Trionfo della divina Provvidenza la grandezza del Papato, e contemporaneamente la glorificazione della famiglia Barberini, a cui Urbano VIII apparteneva. Superando i limiti dell'architettura, "sfondando" i soffitti, egli creò uno spettacolo teatrale concepito per essere colto nella sua interezza con un solo sguardo da chi osservava dal basso. Nello scomparto centrale della volta appare la Divina Provvidenza assisa su un trono di nuvole, nella sinistra tiene lo scettro circondata da figure allegoriche. Esaminando più analiticamente, la decorazione appare organizzata su tre piani di profondità: uno dato dalla quadratura architettonica stessa; l'altro, più lontano, ospita nelle luminose cavità del cielo cinque scene allegoriche ch
e sviluppano il tema della "Gloria della famiglia Barberini"; il terzo, infine, è suggerito da figure allegoriche, nuvole e da una struttura in finti stucchi che costituisce il legame tra i diversi spazi in profondità, che dà all'intera composizione una complessa unità.
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