Anton Felice Marsili indietro stampa ricerca

Fratello del più famoso Luigi Ferdinando, nacque a Bologna nel 1653. Prima arcidiacono della chiesa metropolitana di Bologna, fu ordinato vescovo di Perugia, dove morì nel 1710. Come membro dell'Accademia dei Gelati pubblicò nel 1671 un testo di storia della filosofia, intitolato Delle sette de' filosofi e del genio di filosofare. Nel 1681 intervenne nella controversia sulla generazione spontanea con una Relazione sul ritrovamento dell'uova delle chiocciole dedicata a Marcello Malpighi. Nel 1687 la memoria venne ripubblicata, in versione latina, negli Opera omnia di quest'ultimo.
Anche Marsili era, come Filippo Buonanni, nello stesso tempo uomo di Chiesa ed uomo di scienza. Ma questo non gli impediva di attaccare frontalmente la sudditanza ad Aristotele e al principio di autorità del gesuita romano. Marsili riferiva, in particolare, di aver trovato, scavando nella terra del giardino de' Semplici di Bologna, un mucchietto di uova che presentavano al loro interno piccole chiocciole a differenti gradi di sviluppo, dimostrando così la loro origine da individui della stessa specie e negando la possibilità della generazione spontanea.
Marsili manifestava pubblicamente la propria scelta di campo a favore di Redi, indicandolo come il "gran filosofo" che, insieme a Malpighi e Cassini, aveva "sostenuta l'antica preminenza della nostra Italia sovra ogni altra nazione nella gloria delle scienze". Le sue Esperienze intorno alla generazione degl'insetti , poi, venivano qualificate come un "picciol libro, ma grande di lumi, e di veri insegnamenti", che pur presentando alcuni limiti, come la spiegazione della generazione degli insetti delle galle, "apriva un gran campo al proseguimento, ch'altri far potesse con quel metodo così facile, e così sicuro".
Punto sul vivo, Buonanni replicò a tambur battente all'attacco di Marsili con alcune Riflessioni sopra la Relazione del ritrovamento dell'uova di Chiocciole, pubblicate nello stesso 1681 con lo pseudonimo di Godefrido Fulberti e riproposte nuovamente alle stampe nel 1695. Il naturalista gesuita non metteva in dubbio la scoperta di Marsili, ma contestava il principio dell'uniformità della natura difeso dai moderni, ed escludeva che una sola osservazione su una specie particolare di chiocciole terrestri fosse sufficiente "a stabilire una con-clusione universale" come la generazione ex ovo.
Buonanni aveva capito benissimo che, in un modo o nell'altro, l'attacco sferratogli da Bologna era stato concertato a Firenze. Per questo, dopo aver fatto i conti con Marsili, il fantomatico Fulberti prendeva di petto Redi, dando il via ad una controversia che sarebbe durata fino alla fine del secolo. Contro il naturalista aretino egli puntualizzava di aver verificato personalmente l'esperienza dei fiori di giacinto putrefatti e di aver ottenuto lo stesso risultato di Buonanni: cioè che i vermi nascevano nonostante i recipienti fossero chiusi. Aggiungeva inoltre che l'autore della Ricreatione dell'occhio e della mente lo aveva personalmente messo al corrente di ulteriori osservazioni, fatte con sostanze organiche di vario genere, nelle quali egli aveva sempre ritrovato larve ed insetti in recipienti che, per le precauzioni adottate, non avrebbero dovuto consentire l'entrata di materiale biologico dall'esterno.
La partita, era chiaro a tutti, non era finita qui. La risposta toccava ora a Redi. Sollecitato da Marsili che si defilava dalla diatriba, l'Archiatra granducale lo informava infatti, in data 13 agosto 1683, che il proprio trattato sui parassiti era già pronto e in corso di stampa. E nelle Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi del 1684 , Redi rendeva un caloroso omaggio all'amico bolognese, dicendo che, "allo splendor de' natali", aggiungeva "quello di una nobile letteratura, e di uno ardente commendabilissimo desiderio di svelare co' suoi studi le molte, fino ad ora occultate, verità intorno alle operazioni della natura".

Anton Felice Marsili, Relazione del ritrovamento dell'uova di chiocciole, Frontespizio