Filizio Pizzichi indietro stampa ricerca

Di origini popolari, era nato a Firenze nel 1637 e, dopo un'esistenza avventurosa, morì nel 1705. Era riuscito a studiare all'Università di Pisa, entrando poi a servizio di casa Medici. Dopo essersi fatto prete ed essere diventato cappellano granducale, iniziò la sua collaborazione con Redi, mettendo a disposizione dello scienziato le sue capacità di disegnatore e di pittore. Tra le molteplici abilità di questo insolito protagonista della vita culturale toscana del Seicento non mancavano nemmeno quelle di alchimista e di esorcista, come ricordava proprio Redi in una lettera a Pier Andrea Forzoni del 1674: "Nuove non ho da darle. Il Pizzichi fra due giorni scongiurerà una donna; il Sig. Consiglio Cerchi è degl'invitati, ed io altresì. Credo che sarà una bella festa".
Redi aveva fin da giovane dimostrato una particolare sensibilità per pittura, che lo aveva portato ad entrare in rapporti con i numerosi artisti che gravitavano intorno alla Corte medicea. Fu nel 1667, come si ricava da una sua lettera a Niccolò Stenone, che egli si avvalse per la prima volta dell'opera di Pizzichi durante l'anatomia di una tartaruga marina pescata a Portoferraio. Ricordava infatti di aver osservato "molte, e molte cose curiose", di cui aveva "fatto fare il disegno dal Sig. Filizio Pizzichi". Nel corso dello stesso anno, ritornati a Firenze, lo scienziato ed il pittore avevano messo a punto un singolare procedimento, definito "a occhi veggenti", che consisteva nell'osservare e riprodurre su carta gli eventi biologici mentre erano in atto.
Redi commissionò al pittore fiorentino le tavole che dovevano servire a documentare l'incredibile varietà di forme e di colori che si riscontrava nelle galle e nei loro insetti. Un supporto iconografico indispensabile per tentare di risolvere il complicato problema della generazione di organismi animali direttamente nel tessuto della pianta. In un brano delle Esperienze intorno alla generazione degli insetti (testo) Redi ricordava così la collaborazione con Pizzichi: "Egli è superfluo che di ciò io vi favelli ora più lungamente, essendovi questa storia in qualche parte non ignota per quello che ne fu osservato ad Artimino, quando la corte l'anno passato vi si tratteneva godendo le deliziose cacce di quelle boscaglie; anzi a bella prova mi tacerò, rimettendomi a quello che sarò per dirne quando darò in luce questa particolare e curiosissima Storia de' vari e diversi frutti ed animali che dalle querce e da altri alberi son generati; e credo fermamente che presto potrò soddisfare alla curiosità degli investigato
ri delle cose naturali, essendomi stata favorevole la generosa e real munificenza del Serenissimo Granduca mio Signore, mediante la quale ne ho fatte miniare fino a ora molte e molte figure dal delicato pennello del Sig. Filizio Pizzichi".
Questo corpus iconografico, costituito da ben settantacinque tavole che documentano le osservazioni di Redi e le fatiche artistiche di Pizzichi, è conservato tra i manoscritti della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze. Le immagini offrono il particolare della pianta ospite con l'escrescenza della galla, spesso il piccolo insetto causa dell'escrescenza a dimensione naturale ed, accanto, ingrandito al microscopio. Grazie alla combinazione della lente e dell'immagine, il lettore era così messo in condizione di apprezzare un'ampia gamma di relazioni cromatiche, impossibili da cogliere ad occhio nudo, esaltate anche dal ricorso alla pergamena e dall'esperto uso di pennelli finissimi, capaci di rendere la leggera consistenza delle ali dell'insetto e la sottigliezza delle zampe.
Sempre in occasione della pubblicazione delle Esperienze intorno alla generazione degli insetti, Pizzichi predispose anche l'apparato iconografico illustrativo dei parassiti di diverse specie viventi: pidocchi, formiche ed anche una zanzara. Organismi che, al pari di tutti gli insetti delle carni putrefatte, la tradizione aveva bollato come spregevoli e senza identità, e che invece per Redi acquisivano dignità scientifica. Scriveva in proposito il naturalista aretino: "Sono in somma le razze de' pollìni di sembianze così divisate, strane, contraffatte e differenti che, per non formarne un lungo e sazievol catalogo nel descriverle, ho amato meglio farvene vedere alcune disegnate a mia richiesta e miniate dal Sig. Filizio Pizzichi, le quali ho fatto poscia intagliare nel miglior modo e ordine che la brevità del tempo ha potuto concedermi".
Convinto che l'immagine fosse di per sé sufficiente ad offrire una testimonianza ben più oggettiva di una verbosa descrizione letteraria, Redi aveva rinunciato a dilungarsi in descrizioni minuziose. Aveva invece optato per una fruizione più immediata da realizzarsi attraverso l'allestimento di apposite tavole. In questo caso, lo scienziato aretino, a differenza degli insetti delle tavole sulle galle, aveva richiesto al proprio illustratore di focalizzare l'attenzione esclusivamente sull'organismo animale, che finiva così per campeggiare in posizione frontale nell'intera tavola.