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Il suo nome era Jean Boulogne, ma è passato alla storia con l'appellativo toscano che gli diedero i suoi mecenati di casa Medici. Testimone inconfondibile della grazia e della ricercatezza della scultura manierista, era nato a Douai, nelle Fiandre, nel 1529. Recatosi a Roma intorno alla metà del secolo, perfezionò la sua preparazione artistica sulle opere di Michelangelo e della scultura classica rinascimentale. Si racconta che il vecchio Michelangelo avesse criticato un modello dello scultore fiammingo, già impregnato dello stile manierista che avrebbe caratterizzato tutta la sua produzione artistica.
Di ritorno da Roma Giambologna sostò a Firenze, dove venne presentato al futuro Granduca Francesco I. Già dal 1561 l'artista ricevette uno stipendio mensile dai Medici, per i quali realizzò numerosissime sculture. Tra queste, in particolare, la "Venere" del Giardino di Boboli, che raffigura la dea posta sopra una fontana, mentre le sue forme nude sono spiate da quattro satiri che si aggruppano ai bordi della vasca. Il gusto per la morbidezza delle superfici, per la figura serpentina e per i diversi scorci prospettici che l'opera offre si inseriscono nel giardino in maniera perfetta, fino a creare un ambiente modello in tutta Europa per la ricerca dell'imprevedibile, del bizzarro e del contrasto tra "naturale" e "artificiale".
L'opera che rappresenta l'apice della carriera di scultore del Giambologna è "Il ratto delle Sabine", realizzato negli anni '80 del Cinquecento per la Loggia dei Lanzi. La composizione marmorea voleva avere uno scopo più ideologico che narrativo. Lo studio che lo scultore aveva fatto delle tre figure combinate in un insieme unitario doveva avere una valenza intrinseca. Furono alcuni contemporanei che costrinsero l'artista a identificare l'episodio, aggiungendo un rilievo bronzeo con scene di lotta tra Romani e Sabini sul basamento dell'opera.
Giambologna eseguì anche alcune statue equestri di Cosimo I e di Ferdinando I. Morì a Firenze nel 1608, lo stesso anno del grande architetto Bernardo Buontalenti.
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