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Michelangelo Merisi, universalmente conosciuto col nome di Caravaggio, nacque probabilmente a Milano nel 1571 e condusse una vita breve, sciagurata e romanzesca. Fu senz'altro il pittore che più di ogni altro ha influenzato lo sviluppo della pittura barocca, aprendo la strada del realismo e dell'uso intensivo della luce per esprimere la drammaticità degli eventi e della psicologia dei propri personaggi.
Poco più che ventenne Caravaggio si trasferì a Roma, dove lavorò come collaboratore di bottega per diversi artisti affermati. In questi anni nacquero le sue prime opere memorabili, nelle quali il ruolo di protagonisti era affidato alla gente che affollava i vicoli della Roma del Seicento: bari, zingare, prostitute, garzoni, ambulanti e disperati.
La vera svolta nel percorso artistico seguito da Caravaggio avvenne nel 1600, lo stesso anno del rogo di Giordano Bruno, quando consegnò le tele per la chiesa di San Luigi dei Francesi: "San Matteo e l'angelo", "La vocazione di San Matteo" e "Il martirio di San Matteo". L'interpretazione nuova e drammatica della pala d'altare era dovuta essenzialmente alla forza espressiva con cui le figure si stagliavano contro lo sfondo scuro e decontestualizzante.


S. Francesco in estasi
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La vocazione di San Matteo
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Il martirio di San Matteo

Le tre pale apparivano come istantanee fotografiche, in cui l'attimo di svolgimento dell'azione era fissato grazie alla luce quasi artificiale che investiva i corpi lateralmente. Nella "Vocazione di San Matteo" Gesù entra con Pietro in una stanza buia e squallida, dove il pubblicano Matteo era indaffarato nel conteggio dei soldi. Cristo indica Matteo che, stupito e incredulo, indica se stesso. Gli astanti non si rendono neppure conto di colui che è entrato, e solo Matteo capisce il messaggio. La luce svolge un ruolo fondamentale nella composizione; entra da destr
a, come da una porta rimasta spalancata, e sfiora la testa di Gesù mettendo in risalto la sua mano: è la grazia divina che entra nel buio del peccato.
Alcune delle opere successive di Caravaggio scossero a tal punto le committenze per il loro realismo talvolta brutale, che furono addirittura rifiutate. Sono di questo periodo i grandi capolavori per Santa Maria del Popolo, "La crocefissione di San Pietro" e "La conversione di San Paolo", "La Deposizione" e la sconcertante "Morte della Vergine", per la quale Caravaggio prese a modello il corpo tumefatto di una prostituta affogata nel Tevere. Quello che più colpiva, e colpisce tutt'oggi, è la completa assenza di quel "decoro" che ci si aspettava in una rappresentazione religiosa. I santi di Caravaggio sono contadini con i piedi sporchi e la barba unta, gli angeli degli scugnizzi di strada, Maria una donna qualsiasi, sdraiata scompostamente su un asse, con le caviglie scoperte.
Il 29 Maggio 1606, per un banale litigio sorto a causa di un fallo durante il gioco della palla, Caravaggio uccise Ranuccio Tomassoni e venne a sua volta ferito. In precedenza, il pittore lombardo era già stato coinvolto in fatti violenti ed arrestato, ma non era mai giunto all'omicidio. Due giorni dopo fuggì da Roma per non incorrere nella sentenza di condanna a morte, e per il resto della vita continuò a vagare di città in città, sperando di ottenere l'amnistia. Soggiornò a Napoli, poi a Malta dove fu arrestato, riuscì a fuggire in Sicilia e poi di nuovo a Napoli, dove però alcuni sicari lo ferirono gravemente. A Roma i suoi amici premevano continuamente, affinchè il Pontefice gli concedesse la grazia, ma abbandonato da tutti morì di febbri malariche sulla spiaggia di Porto Ercole, il 18 luglio 1610.