Regnier de Graaf indietro stampa ricerca

Medico e anatomista olandese nato nel 1641 e morto nel 1673, iniziò gli studi medici a Utrecht nel 1661. Due anni dopo si trasferì a Leida, sotto la guida di Johann van Horne. Nel 1664 pubblicò la propria tesi di dottorato, intitolata Tractatus anatomico-medicus de succi pancreatici natura et usu, che ebbe molte edizioni e fu tradotta anche in francese. Di religione cattolica, non riuscì mai a ricoprire incarichi universitari, ma finanziò le proprie ricerche grazie alla professione di medico, esercitata a Delft a partire dal 1666. Di particolare importanza furono i suoi studi anatomici e fisiologici sull'apparato genitale maschile e femminile e sul processo della generazione, che raccolse in due volumi: il De virorum organis generationi inservientibus, pubblicato nel 1668, ed il De mulierum organis generationi inservientibus del 1671.
Quest'ultima opera, dedicata al Granduca di Toscana Cosimo III, risultò decisiva per l'affermazione della teoria ovista. Sviluppando le indagini avviate da Stenone nel 1667, De Graaf dimostrò infatti la presenza di vere e proprie ovaie nei mammiferi, anche se confuse il follicolo con l'uovo vero e proprio. Albrecht von Haller assegnerà in seguito il nome di 'follicolo di de Graaf' a quella formazione che racchiude l'ovulo negli ultimi stadi della maturazione.
Redi ebbe uno spiccato interesse per l'embriologia e si teneva sempre aggiornato sulle novità del mercato librario europeo. Un appunto del suo Libro di Ricordi (testo) registrava ad esempio, sotto la data del 13 maggio 1672, l'arrivo a Firenze di "un fagotto di libri" dei librai veneziani Combi e La Nou, che conteneva anche il De virorum organis generationi inservientibus di De Graaf. Il 4 novembre 1672, dopo la lettura di questo primo saggio del medico olandese, lo scienziato aretino scrisse agli stessi librai per ordinare anche il successivo De mulierum organis generationi inservientibus.