Marco Aurelio Severino indietro stampa ricerca

Nato a Cosenza nel 1580, morì nel 1656 a Napoli, nel corso della stessa peste di cui fu vittima, a Roma, anche Raffaello Magiotti. Grande anatomista a metà strada tra Lincei ed Investiganti, seguace di Telesio e di Campanella, svolse l'attività di chirurgo presso il celebre Ospedale degli Incurabili. Subì un processo dall'Inquisizione per le sue posizioni in campo scientifico e filosofico e venne imprigionato. Fu in seguito riabilitato e chiamato alla cattedra di medicina e anatomia. Scrisse diverse opere, tra le quali: Della natura e del veleno della vipera; De recondita abscessuum natura libri VIII; Trimembris chirurgia. Ma il suo capolavoro scientifico resta la celebre Zootomia democritaea, pubblicata nel 1645.
La Zootomia interessava particolarmente Redi che, in una lettera del 13 maggio 1664, pregava il Bibliotecario del Granduca di Toscana Antonio Magliabechi di trovargliene, "o in terra o in mare", una copia. Evidentemente ne aveva urgente bisogno, perché gli diceva di non badare "a spesa". Venne accontentato, perché il trattato di Severino risulta presente tra i libri della biblioteca privata di Redi, conservata ad Arezzo.
Severino costituisce uno dei principali bersagli polemici di molte opere di Redi. Nelle Osservazioni intorno alle vipere del 1664 il naturalista aretino esprimeva la propria meraviglia per il fatto che "il savio ed ottimo vecchio Marco Aurelio Severino", che pure era stato "versatissimo nella cognizione delle vipere, ed esperimentatissimo", affermasse "indubitamente" che il "liquor giallo" delle guaine del rettile non uccidesse le cavie "stillato sulle ferite": ma soprattutto che fosse giunto a questa conclusione sulla base di "due sole esperienze". Nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti Severino veniva invece ricordato tra i fautori della generazione spontanea. E anche nelle Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi del 1684 la Zootomia severiniana era criticata per alcune incongruenze nella descrizione dell'anatomia delle chiocciole.