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Pittore fiammingo, era nato a Bruxelles in un anno imprecisato del secondo Cinquecento. Trasferitosi a Firenze, realizzò tra il 1598 e il 1599 la famosa serie delle sedici "lunette" raffiguranti le splendide ville medicee, di cui solo quattordici sono ancor oggi conservate al Museo "Firenze com'era". Tra esse si segnalano quelle dell'Ambrogiana, di Artimino, di Poggio a Caiano, di Poggio Imperiale, di Pratolino e di Castello. Tra le altre realizzazioni dell'architettura medicea, egli raffigurò anche Palazzo Pitti, il Giardino di Boboli e il soprastante Forte Belvedere.
Utens dipinse le ville in modo unitario secondo la vista prospettica "a volo d'uccello" ed utilizzando una tecnica a metà strada tra pittura e cartografia, tra rappresentazione artistica e rappresentazione documentaria. Le "lunette" erano state commissionate al pittore fiammingo dal Granduca Ferdinando I per essere sistemate nel grande salone del piano nobile della villa di Artimino, che rappresentava in un certo senso il centro ideale dell'organizzazione territoriale dei possedimenti medicei nelle campagne fiorentine.
Trasferitosi a Carrara intorno al 1580, Utens si sposò nel 1588 e vi morì nel 1609: lo stesso anno di Annibale Carracci. Suo figlio Domenico seguì le orme paterne e fu a lungo attivo a Carrara, dove morì nel 1657.
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