Honoré Fabri indietro stampa ricerca

Naturalista e poligrafo gesuita di origine francese, nato nel 1607 e morto nel 1688, lavorò per molti anni a Roma. Manifestò significative aperture verso la filosofia moderna, entrando in contatto con il Principe Leopoldo e gli ambienti fiorentini dell'Accademia del Cimento. Per questo aveva subito la censura dell'Inquisizione. Nel 1666 pubblicò a Parigi i Tractatus duo, quorum prior est de plantis, et de generatione animalium, posterior de homine, facendosi interprete delle dottrine aristoteliche relative alla generazione spontanea. A suo avviso, questo tipo di riproduzione non riguardava solo gli insetti, ma anche le rane che nascevano spontaneamente nel fango contenente "primordi" vitali che ricadevano a terra mescolati all'acqua piovana.
Redi aveva discusso e criticato le teorie spontaneiste di Fabri nelle Esperienze intorno alla generazione degl'insetti . Dopo la pubblicazione, aveva ritenuto opportuno inviare una copia del saggio al gesuita, che soggiornava a Roma, supplicandolo, con tono mellifluo, di perdonarlo se aveva mostrato "qualche soverchia presunzione" nel "favellar con dubbio" su "qualche proposizione" del suo "famosissimo libro della generazione degli animali". La stessa mossa l'aveva fatta anche con l'altro grande, e più temibile avversario gesuita, Athanasius Kircher. I risultati non erano stati quelli attesi, come avrebbe dimostrato la lunga controversia con un altro gesuita, Filippo Buonanni.