|
In una lettera Redi affermava di essere "un uomo" che non amava "passatempo alcuno in questo mondo", ma si riferiva ai passatempi frivoli della società nobiliare in cui viveva, come la caccia. In realtà anche lui aveva un suo "passatempo" personale, e ad esso dedicava ogni interesse ed ogni momento libero. Era la scienza, alla quale diceva spesso, in modo quasi ossessivo, di dedicarsi "per passatempo". Anche se poi, altrettanto spesso, si lamentava degli obblighi che gli imponeva il proprio status di cortigiano, tant'è vero che era costretto a fare anatomie anche il giorno di Natale.
Riferendosi alle esperienze termometriche registrate nel Ms. 27 della Biblioteca Marucelliana di Firenze, ad esempio, Redi sosteneva di averle fatte per svago, nelle ore di ozio, senza nessuna finalità comunicativa o cortigiana. "Queste esperienze sono da me state fatte nell'ozio delle villeggiature, per mio passatempo e talvolta per servizio di qualche buono amico". Evidentemente, egli non pensava proprio di destinare a nessuna comunicazione pubblica queste indagini. Qualche carta dopo, infatti, annotava: "Se queste minuzie, tante volte fatte e rifatte, potessero per disgrazia esser vedute da qualcheduno, quanto si riderebbe di me!"
Lo stesso obiettivo era stato perseguito, a detta dell'autore, nel corso della lunghe ed impegnative indagini sulle vipere, di cui diceva: "Quando feci quelle mie osservazioni intorno alle vipere, ebbi due sole intenzioni, una delle quali fu il soddisfare con onorevole passatempo alla mia naturale curiosità, ed a quella del Signore N. N., l'altra si fu di fare ogni sforzo a me possibile per ritrovare la verità, e perciò sinceramente e senza veruna alterazione scrissi quello che vidi, o per lo meno mi parve di vedere". Nella stessa memoria Redi precisava che anche gli esperimenti dell'Accademia del Cimento, della cui pubblicazione si stava occupando il destinatario delle Osservazioni stesse, cioè Magalotti, erano stati fatti per "nobile e glorioso passatempo".
Alla stessa intonazione di una scienza fatta quasi per hobby apparivano improntate non solo le analisi di farmacologia sperimentale registrate nelle Esperienze intorno a diverse cose naturali, e particolarmente a quelle che ci son portate dall'Indie , ma anche molte indagini zootomiche realizzate da Redi durante i periodi delle grandi cacce granducali trascorsi nelle ville medicee sparse per la Toscana. Nelle Osservazioni intorno agli animali viventi che si trovano negli animali viventi raccontava infatti di aver fatto "per passatempo" le osservazioni su un serpente a due teste con cui si apriva il trattato sui parassiti; così come "per passatempo" erano state avviate le ricerche sul curioso fenomeno delle tartarughe decerebrate che continuavano a vivere per diversi mesi.
Anche le esperienze anatomiche su ghiri e scoiattoli a cui Redi si era dedicato durante l'autunno 1682, nell' "ozio beato" della villa di Artimino, erano fatte "per passatempo". Il carattere ricreativo e rilassato di queste vivisezioni non escludeva, comunque, che esse fossero condotte con ogni possibile cura ed attenzione, se è vero che, come scriveva il 30 settembre a Jacopo Del Lapo, gli avevano consentito di rilevare "alcune particolari minuzie" che lo avevano sempre più convinto della "poca credenza che si può dare agli scrittori delle cose naturali". Ragion per cui Redi si era confermato nella propria "antica opinione, che chi vuol ritrovar la verità, non bisogna cercarla a tavolino su' libri, ma fa di mestiere lavorar di propria mano, e veder le cose con gli occhi propri".
|
|